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Casentino: “TORRENTI COME AULE A CIELO APERTO” Gorgone e Teggina

A PRATOVECCHIO STIA

nazione_grosseto21aprile2020corso grosseto

Con il professor Federico Preti, tanti tecnici e specialisti a lezione sul Gorgone e sul Teggina, torrenti “modellati” dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno con interventi di ingegneria naturalistica, realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze

Ancora una volta sono tornati a “fare scuola” gli interventi di ingegneria naturalistica realizzati dal Consorzio di Bonifica 2 Valdarno sui torrenti Gorgone e Teggina, in collaborazione con il professor Federico Preti del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze.

I corpi idrici casentinesi si sono trasformati in autentiche aule a cielo aperto per i 62 partecipanti al corso  “Sistemazioni idraulico forestali e ingegneria naturalistica con tecniche innovative e sostenibili”, organizzato da Officine Capodarno, Dream Formazione e Consulenza, ANCI Toscana, a cui partecipano tecnici del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna; delle Unioni dei Comuni; dei Consorzi di Bonifica; dei  Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità di Pratovecchio e del Comune di Pratovecchio Stia.

L’escursione in Casentino, guidata dal professor Preti,   è servita ad illustrare i lavori realizzati dal Consorzio in alveo e su versante con l’impiego di tecniche di ingegneria naturalistica anche innovative.

“L’ingegneria naturalistica ha un’importante funzione di tutela e ripristino del paesaggio. Per questo la formazione di nuovi tecnici risulta fondamentale per il nostro territorio”, ha commentato su Facebook  il sindaco di Pratovecchio Stia Niccolò Caleri.

“Inaugurato nel maggio 2019, l’intervento sul Gorgone, con il supporto del professor Preti e con l’impiego dell’innovativa tecnica a step and pools, rimane un’esperienza importante che ha contribuito a mitigare il rischio idraulico, riutilizzando il materiale naturale ricavato sul posto, e a migliorare la biodiversità del corso d’acqua”, commenta la Presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno Serena Stefani.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento

10.06.2021

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