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Federico Selvi
Professore Ordinario (Topics 1 and 4) - Insegnamento: Biologia vegetale, Biodiversità della vegetazione forestale.
La diversità delle piante dal punto di vista tassonomico, filogenetico, ecologico e funzionale è l’oggetto principale delle mie attività di ricerca. Mi concentro soprattutto sulle piante delle foreste temperate europee, sugli habitat mediterranei e sugli ambienti estremi, come i suoli ultramafici. Dal 1999 insegno Biologia Vegetale, Sistematica e Biodiversità della Vegetazione Forestale all'Università di Firenze, sperando di trasmettere parte delle mie esperienze a studenti e giovani ricercatori con i miei stessi interessi.
L'etnobotanica è una branca della botanica che indaga la relazione tra piante e società indigene; un rapporto importante che sostiene il sostentamento quotidiano di molte comunità tradizionali. In particolare, la mia ricerca si concentra sullo studio delle piante medicinali selvatiche e delle piante alimentari selvatiche utilizzate dalle popolazioni che vivono nelle aree rurali dei paesi tropicali. Ciò che mi piace del mio lavoro è l'opportunità di incontrare persone di contesti culturali e sociali diversi, scoprendo che hanno molto da insegnarci sulla comprensione e la gestione sostenibile dell'ecosistema. ORCID; SCOPUS
Le risposte degli alberi ai cambiamenti climatici e agli stress ambientali sono uno dei principali argomenti della mia ricerca. Lo studio delle dinamiche ecologiche e dei meccanismi fisiologici che sono alla base delle risposte degli alberi ai diversi fattori ambientali è stato l’oggetto della mia attività di ricerca a partire dalla tesi di laurea. Lavoro principalmente utilizzando metodi di tipo ecofisiologico, come l’analisi dei tratti funzionali delle piante, la misura della fluorescenza della clorofilla, gli scambi gassosi e metodi di dendroecologia (misura degli anelli legnosi e isotopi stabili). La crescita degli alberi, la biodiversità forestale e il monitoraggio dello stato di salute delle foreste sono altri aspetti della mia ricerca. ORCID; SCOPUS.
Il mio principale interesse scientifico riguarda gli effetti dei dei disturbi sulla vegetazione forestale. Trovo le foreste affascinanti, in particolare il loro modo di rispondere agli eventi che le sconvolgono. Perciò mi occupo specialmente delle dinamiche della vegetazione del sottobosco in risposta a eventi di disturbo, anche antropico, in termini di produttività, composizione, diversità e strategie adattative. Ho inoltre esperienza nel monitoraggio degli stress abiotici sulle foreste e nello studio delle relazioni tra piante e qualità dell’aria. Un altro aspetto del mio lavoro riguarda la gestione e la conservazione dei giardini storici, con particolare attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici sulla loro componente arborea. ORCID; SCOPUS
Ilaria SantiHo conseguito un dottorato europeo, presso il PlantDiveLab con una tesi dal titolo "Interactive effects of management and global warming on understorey vegetation and microclimate of Mediterranean forests" ed una laurea magistrale in Scienze forestali con una tesi dal titolo “Effetti della gestione forestale sui caratteri funzionali fogliari di specie di sottobosco di un bosco misto di querce”.
I miei studi si concentrano sulla componente erbacea delle foreste mediterranee, grazie al ruolo chiave che ricopre all'interno dell'ecosistema. Attualmente studio le componenti di biodiversità vegetale nella rete dell’Inventario Forestale Nazionale (IFNI)
Laureato in Scienze Forestali con specializzazione in Gestione ecologica dei sistemi forestali. Gli argomenti più approfonditi durante gli studi sono stati la botanica e l’ecologia forestale, la fitosociologia e le dinamiche del microclima e della flora nemorale in risposta alle pratiche selvicolturali.
Il mio attuale ambito di ricerca riguarda lo studio della diversità floristica delle foreste della Toscana che hanno mantenuto maggiori caratteristiche di naturalità, al fine di ricavare informazioni utili alla conservazione delle numerose entità rare o protette che ospitano.
Sono particolarmente interessata agli effetti del cambiamento climatico, della frammentazione delle foreste e delle specie invasive sulle comunità vegetali negli ecosistemi forestali.
Ho conseguito il dottorato di ricerca sugli effetti del microclima forestale sulla composizione e diversità della banca del seme e delle specie del sottobosco (progetto FORMICA - Forest Microclimate Assessment in collaborazione con la rete FLEUR.
Attualmente sto lavorando sulla diversità, distribuzione, ecologia e tratti funzionali delle piante forestali endemiche italiane.
La mia ricerca si concentra sulla diversità degli alberi e su come essa modella le dinamiche forestali. Che si tratti della resilienza degli alberi ai fattori di stress, dei loro modelli di crescita o dei cambiamenti della comunità dello strato erboso, tutto nella foresta è legato all'identità e alla miscela delle specie arboree. Un'altra area della mia ricerca riguarda il modo in cui la statistica e la tecnologia dell'informazione possono aiutarci a sfruttare i grandi set di dati forestali, sia a livello nazionale che continentale.
La mia attività di ricerca all'interno del Plant Dive Lab si concentra sullo studio dei fattori e dei processi che strutturano le comunità vegetali forestali e ne modellano la distribuzione. Sono particolarmente interessato allo studio dei meccanismi di interazione tra composizione, struttura, diversità della vegetazione e fattori abiotici quali microclima ed eterogeneità topografica. Il mio interesse per questo ambito di studio è mosso dalla convinzione che sia possibile tradurre le conoscenze acquisite attraverso la ricerca scientifica in strumenti utili per la gestione forestale sostenibile e la pianificazione territoriale. Al momento, sono impegnato in un progetto di dottorato dedicato allo studio dei microrifugi forestali freddi della regione mediterranea, con particolare riferimento alle stazioni eterotopiche di faggio in Toscana.
Laureata in Scienze Biologiche a indirizzo botanico. Illustratrice naturalistica. Sette anni di servizio come tecnico d’erbario presso HCI. Attualmente mi occupo dell’erbario FIAF, seguo la parte grafica delle pubblicazioni scientifiche e svolgo mansioni varie di sostegno all’attività didattica e di ricerca.
Dal 2013 al 2017 ho lavorato soprattutto su studi e progetti relativi alla patologia vegetale, in particolare sulle malattie della vite e del grano, sia in laboratorio che in prove di pieno campo.
Nel 2021 ho discusso la mia tesi di dottorato sul potenziale del biochar come sostituto della torba nei substrati di coltivazione e come ammendante del suolo, studiando anche gli effetti di questi substrati e ammendanti alternativi sulla qualità delle piante e sul profilo dei composti organici volatili emessi da alcune piante aromatiche.
Successivamente ho lavorato presso il CNR in prove sullo stress idrico di leguminose e sull'emissione di isoprene da microalghe coltivate in vitro. Attualmente lavoro come tecnico su varie tematiche.
Sono un agronomo di formazione, con un dottorato in Botanica Ambientale e Applicata. Nel mio lavoro, mi occupo soprattutto di domesticazione delle piante selvatiche, come strategia per far fronte ai cambiamenti climatici. Ho studiato molto le piante officinali spontanee, esaminando la loro chimica sia in ambiente naturale che in coltivazione, per trovare profili chimici stabili utili sia per la salute, la medicina o la cosmesi. Al momento, sto lavorando sulla domesticazione delle insalate spontanee dell'Appennino Tosco-Emiliano, con l'obiettivo di creare nuove colture orticole che siano facili da coltivare e, allo stesso tempo, super buoni e ricchi di sostanze nutrienti. ORCID SCOPUS
Elisabetta Bianchi
Assegnista (Topics 1 and 4) - Insegnamento: Strategie riproduttive ed evoluzione delle piante
Sono una botanica specializzata in Lichenologia. La mia ricerca comprende la floristica, la tassonomia, la distribuzione e la conservazione dei licheni in ecosistemi terrestri.
Sono anche affascinata dagli impatti ecologici ed ecofisiologici dell'inquinamento e studio i licheni come indicatori della qualità ambientale in outdoor e in indoor.
Ultimamente, ho sviluppato un particolare interesse per le piante vascolari, per la loro diversità e per le loro strategie di sopravvivenza e adattamento in ambienti difficili e stressanti come i suoli serpentinosi. Di conseguenza, una parte della mia ricerca è dedicata a scoprire le loro più intrinseche peculiarità. ORCID; SCOPUS
Giammarco Dadà
Borsista (Topic 1)
I miei principali interessi riguardano la Geobotanica, la Fitosociologia e l’Ecologia di specie vegetali ed ecosistemi forestali. Attualmente mi occupo dell’identificazione e dell’analisi della diversità vegetale/composizione strutturale dei Boschi Vetusti della Toscana.
Il mio scopo è di implementare la conoscenza sulle dinamiche degli ecosistemi forestali e allineare le principali necessità alla quotidiana gestione forestale, sia dal punto di vista culturale che delle policy. Allo stesso tempo mi propongo di diffondere il valore e la conoscenza delle foreste anche ad un pubblico generalista.